STRESS E IPERTENSIONE, LE DONNE QUARANTENNI SONO "SOTTO PRESSIONE"

Che lo stress sia entrato stabilmente a far parte della vita moderna non è una novità. Urbanizzazione, vita sedentaria, stress quotidiano sul posto di lavoro e a a casa, scarsa attività fisica e mancanza di sostegno sociale sono condizioni che facilmente possono condurre a un affaticamento nervoso e che accomunano milioni di persone nel mondo. La necessità di essere sempre performanti sul lavoro, disponibili per la famiglia e l’esigenza di trovare spazio anche per i propri interessi genera un aumento di ansia e incertezza che alla lunga sfocia in uno stato di stress mentale ed emotivo cronico. Numerose ricerche confermano la correlazione tra stress cronico e ipertensione, uno tra i principali problemi di salute pubblica a livello mondiale con oltre 1 miliardo di soggetti colpiti e 7,5 milioni di decessi all’anno. Una recente revisione della letteratura ha sottolineato come la disoccupazione, l’orario prolungato di lavoro, l'instabilità del lavoro stesso, bassi salari, stress lavorativo e disturbi del sonno siano strettamente correlati a un aumentato rischio di sviluppare ipertensione. Particolarmente colpita risulta essere la fascia dei 40-50enni, messi sotto pressione dallo stile di vita moderno. Un recente studio condotto su circa 6.000 persone tra i 40 e i 60 anni ha evidenziato che, tra i vari fattori, lo stress psicologico (incluso lo stress al lavoro e a casa) arriva a rappresentare circa il 9% del rischio di sviluppare ipertensione. Inoltre, lo studio ha rilevato che lo stress psicologico contribuisce a un rischio maggiore di ipertensione nelle donne.

La maggior parte delle persone non si accorge neanche di avere la pressione alta, perché spesso il disturbo non dà sintomi. Il tempo non è mai abbastanza e si rimanda all’infinito un check-up medico per verificare il proprio stato di salute. Eppure l'elevata pressione arteriosa rappresenta il primo fattore di rischio per ictus e attacchi cardiaci. Per cercare di prevenire o ridurre lo stress, può rivelarsi utile imparare a gestirlo, per esempio facendo progetti per il futuro, cercando di stabilire le priorità dei vari compiti assegnati, o cercando di prepararsi prima di un evento stressante.

Rimane però fondamentale il monitoraggio costante della pressione sanguigna, soprattutto dai 40 anni in su. Oggi un grande aiuto viene dai nuovi dispositivi tecnologici presenti sul mercato, leggeri, maneggevoli, semplici da utilizzare e affidabili nei risultati. Tra i più moderni ci sono anche quelli da polso o da braccio, che si possono anche collegare con gli smartphone con app dedicate. In queste modo si possono visualizzare tutti i dati sotto forma di grafici, confrontare i risultati con le raccomandazioni dell’OMS, trasmetterli ai familiari o al medico, esportare i dati sotto forma di report in PDF o tabelle di Excel.